Loading

In questo articolo vengono illustrati i diritti e le tutele normative per le assistenti alla poltrona in gravidanza, quali attività sono vietate, come funziona lo spostamento a mansioni alternative, e come richiedere l’interdizione anticipata secondo il D.Lgs. 151/2001.

assistente alla poltrona gravidanza

Cosa prevede la legge per le assistenti alla poltrona

Quando un’assistente alla poltrona scopre di essere incinta, la gioia si accompagna spesso a una domanda legittima: «Posso continuare a lavorare? E quali attività non posso più svolgere?»

La risposta si trova nel D.Lgs. 151/2001, che tutela la salute delle lavoratrici gestanti e dei nascituri, e nel D.Lgs. 81/2008, che regola la sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le tutele previste dalla normativa

La lavoratrice in gravidanza è esonerata da tutte le attività che possono comportare rischi per lei o per il bambino, tra cui:

  • lavori che richiedono una posizione in piedi per più di metà dell’orario di lavoro o che impongono posture scomode e affaticanti;
  • movimentazione manuale di carichi, fino a sette mesi dopo il parto;
  • esposizione a radiazioni ionizzanti, RMN, gas anestetici, antiblastici o sostanze chimiche mutagene o teratogene;
  • lavoro notturno fino a dodici mesi dopo il parto;
  • esposizione ad agenti biologici appartenenti ai gruppi di rischio 2, 3 e 4 (D.Lgs. 81/2008, Allegato XLVI).

Cosa significa “stare in piedi per più di metà dell’orario di lavoro”

La Circolare del Ministero del Lavoro n. 3719 del 27 novembre 1986 chiarisce che:

  • la “metà dell’orario di lavoro” non coincide necessariamente con quattro ore, ma dipende dall’orario giornaliero effettivo;
  • la disposizione si applica anche nei contratti part-time verticali, in cui la lavoratrice opera a tempo pieno solo alcuni giorni;
  • per “stazionamento eretto” si intendono sia le situazioni di posizione fissa in piedi, sia quelle di deambulazione continua durante la giornata.

Queste precisazioni sono fondamentali perché il rischio di parto prematuro è legato alla durata complessiva del tempo trascorso in posizione eretta, indipendentemente dalla durata del turno.

Assistente alla poltrona incintaIl caso specifico dell’assistente alla poltrona

Nel lavoro in ambulatorio odontoiatrico l’assistente è esposta a:

  • rischio biologico (aerosol, fluidi organici, microrganismi trasmessi per via aerea o ematica come SARS-CoV-2, virus influenzali, rosolia, HBV, HCV, HIV);
  • stazione eretta prolungata;
  • movimenti ripetitivi e posture statiche tipiche del supporto operativo al dentista.

Per questi motivi, la mansione di assistente alla poltrona non può essere proseguita durante la gravidanza.

Spostamento ad altra mansione o interdizione anticipata

Il datore di lavoro deve valutare, insieme al medico competente, se è possibile adibire la lavoratrice a mansioni compatibili, ad esempio:

  • attività di segreteria,
  • gestione appuntamenti,
  • accoglienza pazienti o
  • archiviazione documenti.

La Nota del Ministero del Lavoro n. 7553/2013 precisa che la valutazione sulla possibilità di spostamento spetta esclusivamente al datore di lavoro, il quale deve assicurarsi che la nuova mansione sia utile e non meramente simbolica, nel rispetto dell’organizzazione aziendale.

Se non esistono mansioni sicure, è necessario richiedere all’Ispettorato Territoriale del Lavoro l’interdizione anticipata (art. 17, D.Lgs. 151/2001).
Durante tale periodo la lavoratrice percepisce l’indennità di maternità INPS.

Un impegno condiviso per la sicurezza

La tutela della maternità non è solo un obbligo normativo, ma un atto di responsabilità condivisa.

Quando medico competente, datore di lavoro e lavoratrice collaborano nella valutazione dei rischi, la prevenzione diventa concreta e la sicurezza è garantita.

In caso di dubbi, chiedi una consulenza!

Hai domande sulla gravidanza e il lavoro in ambulatorio odontoiatrico o su altri aspetti della gravidanza sul lavoro in generale?

Leggi la nostra guida completa “Gravidanza e Lavoro”
Scopri il caso studio sulla gestione della gravidanza in azienda

Il medico competente è quella figura professionale che ti guiderà nella gestione della gravidanza in ambito lavorativo e nell’affrontare qualsiasi questione relativa alla tutela della maternità nei luoghi di lavoro.


CONTATTA UN MEDICO COMPETENTE O CHIAMA L’800 500 505


 

Simone Pratò
Autore: Dr. Simone Pratò
Medico competente • Specialista in Medicina del Lavoro e Geriatria

Sono un medico specializzato in medicina del lavoro, geriatria e radioprotezione. Supporto aziende pubbliche e private nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, offrendo sorveglianza sanitaria, consulenza normativa e formazione. Collaboro con il portale DatoreLavoro.it e ho pubblicato diversi contributi scientifici in ambito medico.
Scopri di più su chi sono e come lavoro.

E' utile questo articolo?
0 / 5 Media 0 Votanti 0

Your page rank:

Condividi!

Shares