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Cos’è il gas radon e dove si trova?

Il radon è un gas radioattivo naturale, ed è prodotto dal decadimento dell’uranio presente nel suolo e nelle rocce.

Il gas radon è la seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo di sigaretta.

È un gas incolore e inodore, il che lo rende difficile da rilevare senza strumenti specifici, ma tende ad accumularsi nei locali chiusi e sotterranei, soprattutto in ambienti con scarsa ventilazione.

In particolare, si accumula facilmente in locali chiusi e sotterranei, specialmente se privi di adeguata ventilazione.

Alcune regioni italiane, tra cui la Lombardia, presentano livelli di radon superiori alla media nazionale.

 

I rischi per la salute dell’esposizione al gas radon

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, il radon è la seconda causa principale di tumore ai polmoni dopo il fumo di sigaretta.

Le radiazioni ionizzanti emesse dal radon possono danneggiare il DNA delle cellule polmonari, aumentando il rischio di mutazioni cancerogene. Inoltre, recenti studi hanno evidenziato una possibile correlazione tra esposizione al radon e altre patologie respiratorie, come bronchiti croniche e fibrosi polmonare.

Per questo motivo, la normativa italiana impone la misurazione dei livelli di radon nei luoghi di lavoro sotterranei, stabilendo un limite massimo di 300 Bq/m³, in linea con le direttive europee.

 

Misurare il radon negli ambienti di lavoro e nelle abitazioni

La misurazione del gas radon è un passaggio essenziale per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto nei locali sotterranei e semisotterranei, dove la concentrazione di questo gas può facilmente superare i limiti di legge. 

La recente Legge 203/2024 e la Nota INL n. 811/2025, di cui parleremo più nel dettaglio qui, hanno introdotto nuove disposizioni per i datori di lavoro, rendendo obbligatoria la valutazione del rischio radon entro 24 mesi dall’inizio dell’attività.

Per rispettare la normativa ed evitare sanzioni, le aziende devono:

  • Valutare il rischio radon nei luoghi di lavoro, come previsto dal D.Lgs. 101/2020
  • Elaborare un piano di prevenzione per ridurre l’esposizione dei lavoratori.
  • Integrare la valutazione del radon nel DVR (Documento di Valutazione dei Rischi).
  • Monitorare la salute dei dipendenti esposti e fornire consulenza personalizzata.

I metodi di rilevazione più utilizzati includono:

  • Dosimetri passivi, ideali per misurazioni a lungo termine e conformi agli obblighi di legge.
  • Rilevatori attivi, utili per un monitoraggio continuo e l’analisi delle variazioni giornaliere.

Un medico competente in radioprotezione non solo garantisce la conformità alle normative, ma aiuta anche le aziende a prevenire rischi per la salute dei lavoratori, riducendo il pericolo di esposizione al radon e tutelando il benessere aziendale.

 

Le aree più colpite in Lombardia

In Lombardia, la concentrazione di gas radon varia in base alla geologia del territorio e alle caratteristiche degli edifici. Alcune zone presentano livelli di radon più elevati, rendendo necessarie misurazioni periodiche e interventi di mitigazione.

Province con maggiori concentrazioni di radon:

Milano – Gli edifici storici con ventilazione limitata possono accumulare concentrazioni elevate di radon, soprattutto nei seminterrati e nei piani bassi. Inoltre, le caratteristiche costruttive degli edifici, i materiali utilizzati e le abitudini di ventilazione influenzano significativamente la concentrazione di radon indoor. Le misurazioni condotte hanno evidenziato valori superiori alla media regionale, con alcune aree che richiedono interventi di bonifica.

Bergamo – La conformazione collinare del territorio favorisce l’emissione naturale di radon dal sottosuolo. In molte abitazioni e locali sotterranei della provincia si registrano livelli di concentrazione superiori ai limiti di sicurezza, rendendo essenziale l’uso di sistemi di ventilazione adeguati.

Brescia – La presenza di rocce granitiche e materiali da costruzione con uranio naturale contribuisce a una maggiore emissione di radon. Alcune zone della provincia hanno registrato livelli superiori ai 200 Bq/m³, con picchi che richiedono misure di mitigazione per garantire ambienti salubri.


Il rischio radon nei luoghi di lavoro e nei locali sotterranei

A fronte di queste criticità, i datori di lavoro devono garantire la sicurezza dei lavoratori eseguendo una valutazione del rischio radon nei locali sotterranei e semisotterranei.

Il D.Lgs. 81/2008 definisce locali sotterranei e semisotterranei come ambienti di lavoro situati totalmente o parzialmente al di sotto del livello del suolo.

Nello specifico, il Decreto Legislativo 81/2008, definisce:

  • Locale sotterraneo: un ambiente di lavoro situato completamente al di sotto del piano di campagna, senza aperture dirette verso l’esterno o con aperture limitate che non garantiscono una ventilazione naturale adeguata.
  • Locale semisotterraneo: un ambiente di lavoro in cui una parte significativa del perimetro si trova sotto il livello del suolo, ma che presenta aperture sufficienti per l’illuminazione e la ventilazione.

La normativa vigente stabilisce che l’uso di tali ambienti è consentito solo se vengono rispettati rigorosi standard di sicurezza. In particolare, devono essere soddisfatte le seguenti condizioni:

  • Assenza di emissioni nocive: nei locali sotterranei non possono essere svolte attività che generano sostanze tossiche o inquinanti, come solventi chimici, polveri industriali o fumi pericolosi.
  • Rispetto dei parametri di ventilazione e microclima: è obbligatorio garantire un adeguato ricambio d’aria per prevenire l’accumulo di gas radon e mantenere condizioni ambientali compatibili con la permanenza dei lavoratori.
  • Effettuazione della valutazione del rischio radon: la misurazione del gas deve essere condotta avvalendosi dei servizi di dosimetria riconosciuti di cui all’articolo 155 del d.lgs. 101/2020 

Se i livelli di radon superano i 300 Bq/m³, il datore di lavoro è obbligato ad adottare misure correttive, come sistemi di ventilazione forzata, impermeabilizzazione delle superfici e depressurizzazione del suolo.

Cosa dice la normativa sui locali sotterranei: novità normative Nota INL n. 811/2025

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL) ha pubblicato la Nota n. 811 del 29 gennaio 2025, che fornisce indicazioni operative sulle modifiche introdotte dalla legge 203/2024 all’art. 65 del D.Lgs. 81/2008, in materia di utilizzo dei locali sotterranei e semisotterranei.

Queste modifiche stabiliscono nuovi obblighi per i datori di lavoro, introducendo procedure di comunicazione, limiti all’uso di tali spazi e requisiti di sicurezza, tra cui la valutazione del rischio gas radon.

Le principali novità riguardano:

  • Obbligo di comunicazione preventiva per l’uso di questi locali.
  • Divieto di attività che producono emissioni nocive.
  • Valutazione del rischio radon, obbligatoria entro 24 mesi dall’inizio dell’attività.
  • Condizioni di sicurezza per aerazione, illuminazione e microclima.

Nuovi requisiti per l’uso dei locali sotterranei e semisotterranei

La legge 203/2024 ha introdotto modifiche significative all’articolo 65 del Decreto Legislativo 81/2008, stabilendo nuove condizioni per l’utilizzo dei locali sotterranei e semisotterranei.

Secondo la nuova normativa, questi locali possono essere utilizzati solo se rispettano i seguenti requisiti:

  • Assenza di emissioni di agenti nocivi durante le lavorazioni.
  • Rispetto dei parametri minimi di aerazione e ventilazione previsti dall’Allegato IV del Decreto Legislativo 81/2008.
  • Illuminazione adeguata alle attività lavorative svolte.
  • Condizioni di microclima compatibili con la permanenza prolungata dei lavoratori.
  • Effettuazione della valutazione del rischio radon entro 24 mesi dall’inizio dell’attività.

Questi requisiti devono essere certificati attraverso una documentazione tecnica che il datore di lavoro è tenuto a presentare all’INL prima dell’utilizzo del locale.

Locali con particolari esigenze tecniche e modifiche ai locali autorizzati

La legge 203/2024 ha introdotto l’obbligo di comunicazione all’INL anche per i locali sotterranei o semisotterranei utilizzati per particolari esigenze tecniche, mentre in passato non era richiesta alcuna segnalazione. Tuttavia, il datore di lavoro che già utilizzava tali locali prima del 12 gennaio 2025 (nella vigenza della vecchia normativa), senza emissioni di agenti nocivi, non deve presentare una nuova comunicazione.

In caso di modifiche ai locali autorizzati, il datore di lavoro deve trasmettere una nuova comunicazione se intervengono variazioni significative, come:

  • Cambio della tipologia di attività lavorativa.
  • Aggiunta o rimozione di locali.
  • Modifiche agli impianti tecnici (ventilazione, illuminazione, sicurezza).

L’utilizzo dei locali sarà consentito trascorsi 30 giorni dalla comunicazione, salvo richiesta di ulteriori informazioni da parte dell’INL.

Volture e cambi di titolarità

Nel caso in cui un’azienda cambi ragione sociale o vi sia una variazione del datore di lavoro, non è necessario presentare una nuova comunicazione completa.

In questi casi, è sufficiente che il nuovo titolare trasmetta una dichiarazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro, indicando:

  • Il permanere delle condizioni già dichiarate nella comunicazione originaria.
  • Gli estremi della comunicazione trasmessa ai sensi dell’articolo 65, comma 3, del Decreto Legislativo 81/2008.

Questa procedura consente di mantenere la validità della comunicazione iniziale senza necessità di ripresentare tutta la documentazione, semplificando così il processo per le aziende che subiscono passaggi di proprietà o riorganizzazioni interne.

Attività vietate nei locali sotterranei

Alcune attività non possono essere svolte nei locali sotterranei e semisotterranei, poiché comportano il rilascio di sostanze nocive nell’ambiente di lavoro.

Tra le attività vietate rientrano:

  • Verniciatura e trattamenti con solventi chimici.
  • Saldatura e lavorazioni che generano fumi metallici.
  • Officine meccaniche con test motori.
  • Falegnamerie con produzione di polveri di legno.
  • Tipografie e stamperie con emissione di vapori chimici.
  • Tinto-lavanderie industriali.

L’inosservanza di queste disposizioni può comportare il divieto di utilizzo del locale e l’applicazione di sanzioni amministrative.

 

Come difendersi dal radon?

Se le misurazioni indicano livelli superiori ai 300 Bq/m³, è obbligatorio adottare misure di bonifica per ridurre il rischio di esposizione e garantire ambienti di lavoro salubri.

Il radon, essendo un gas radioattivo inodore e incolore, può accumularsi nei locali sotterranei e semisotterranei senza che i lavoratori se ne accorgano, aumentando il rischio di malattie respiratorie e tumori polmonari.

Le migliori strategie di mitigazione del radon:

  • Ventilazione forzata – Installare sistemi di ventilazione meccanica per migliorare il ricambio d’aria e ridurre la concentrazione di radon negli ambienti chiusi.
  • Sigillatura delle crepe – Chiudere fessure nei pavimenti, nei muri e nei giunti strutturali per impedire l’infiltrazione del gas dal sottosuolo.
  • Depressurizzazione del suolo – Creare un sistema di aspirazione sotto la pavimentazione per deviare il radon lontano dall’edificio prima che possa accumularsi negli ambienti interni.
  • Impermeabilizzazione delle superfici – Utilizzare materiali specifici per bloccare il passaggio del radon attraverso le fondamenta e le pareti perimetrali.
  • Installazione di impianti di ventilazione controllata (VMC) – Implementare sistemi di ventilazione a doppio flusso per garantire un costante ricambio d’aria e mantenere la concentrazione di radon sotto i limiti di sicurezza.

Questi interventi devono essere eseguiti da professionisti esperti nel settore della sicurezza sul lavoro e della radioprotezione. Affidarsi a un tecnico qualificato è fondamentale per valutare il livello di rischio e identificare la soluzione più efficace per la specifica tipologia di ambiente.

 

Obblighi del datore di lavoro e il ruolo del medico competente

Il datore di lavoro che intende utilizzare un locale sotterraneo o semisotterraneo deve rispettare precise disposizioni normative e seguire una rigorosa procedura amministrativa per garantire la sicurezza dei lavoratori. Oltre agli obblighi tecnici e documentali, è fondamentale coinvolgere un medico competente in radioprotezione, che ha un ruolo chiave nella tutela della salute dei lavoratori esposti al radon.

Passaggi obbligatori prima dell’utilizzo del locale:

  1. Comunicazione all’Ispettorato Territoriale del Lavoro – Inviare una segnalazione tramite PEC almeno 30 giorni prima dell’inizio delle attività.
  2. Relazione tecnica dettagliata – Fornire un documento che descriva l’attività svolta e dimostri che le lavorazioni non generano emissioni nocive.
  3. Asseverazione di un tecnico abilitato – Allegare una certificazione che attesti la conformità del locale alle normative vigenti in materia di sicurezza, igiene e urbanistica.
  4. Coinvolgimento del Medico Autorizzato– Se il livello di radon risulta elevato, il Medico Autorizzato deve:
  • Valutare i rischi per la salute dei lavoratori esposti
  • Programmare sorveglianza sanitaria periodica per i dipendenti
  • Consigliare misure preventive per ridurre il rischio di esposizione

Se l’Ispettorato del Lavoro non solleva obiezioni entro 30 giorni, l’uso del locale è consentito. Tuttavia, in caso di richiesta di integrazioni documentali, il termine dei 30 giorni riparte dalla data di invio delle informazioni aggiuntive.

 

Richiedi una consulenza da un esperto

Per garantire la sicurezza nei locali sotterranei e la conformità alle normative, è fondamentale rivolgersi ad un team di esperti in radioprotezione.

Questo professionista può:

  • Effettuare la valutazione del rischio radon utilizzando strumenti certificati 
  • Monitorare la salute dei lavoratori esposti e predisporre eventuali controlli sanitari
  • Consigliare le migliori soluzioni di bonifica per ridurre la concentrazione del gas

In Lombardia, come abbiamo visto, la concentrazione di radon è particolarmente elevata rispetto ad altre regioni italiane, con alcune province che registrano valori ben oltre i limiti di sicurezza.

Questo rende ancora più urgente per i datori di lavoro adottare misure adeguate per proteggere la salute dei propri dipendenti.

Se operi in questa regione, dove il rischio radon è particolarmente elevato, è importante affidarsi a specialisti qualificati. Puoi consultare un medico autorizzato a Milano,a Bergamo o nelle altre province lombarde per una valutazione del rischio radon e un piano di sorveglianza sanitaria adeguato.

Contattaci per una consulenza gratuita!

 

 

Simone Pratò
Autore: Dr. Simone Pratò
Medico competente • Specialista in Medicina del Lavoro e Geriatria

Sono un medico specializzato in medicina del lavoro, geriatria e radioprotezione. Supporto aziende pubbliche e private nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, offrendo sorveglianza sanitaria, consulenza normativa e formazione. Collaboro con il portale DatoreLavoro.it e ho pubblicato diversi contributi scientifici in ambito medico.
Scopri di più su chi sono e come lavoro.

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